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	<title>Blog di Jimmi &#187; Viaggi</title>
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	<description>&#34;Dio ha fatto la neve, ma c&#039;è chi la scioglie: cane, lupo e catena!&#34; 7Girello</description>
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		<title>Gelato</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 05:12:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera era piacevole Brescia. Passeggiando per il centro viene voglia di un gelato e ci affacciamo alla gelateria all&#8217;angolo. Mi lascio convincere a provare un gusto rosa che è uno spettacolo. Il gelato molto è buono e la cortesia della signora lo rende ancora più gustoso. Uscendo la signora ci rincorre con la voce: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera era piacevole Brescia. Passeggiando per il centro viene voglia di un gelato e ci affacciamo alla gelateria all&#8217;angolo. Mi lascio convincere a provare un gusto rosa che è uno spettacolo. Il gelato molto è buono e la cortesia della signora lo rende ancora più gustoso. Uscendo la signora ci rincorre con la voce: &#8220;fatemi pubblicità!&#8221;. E io. volentieri. la faccio: Gelateria Apoteche Cadarte, Via S. Faustino 3, Brescia :)</p>
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		<title>Sizdah Bedar</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 06:59:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono le sei di mattina. Su una strada sperduta nelle montagne tra Kerman e Shiraz vedo famiglie uscire da moderne tendine a cupola, piazzate nei posti più improbabili in mezzo alla steppa di radi cespugli che mi circonda. Dai paesi partono file di automobili e bus stracarichi di gente, vivande e masserizie; molte di queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le sei di mattina. Su una strada sperduta nelle montagne tra Kerman e Shiraz vedo famiglie uscire da moderne tendine a cupola, piazzate nei posti più improbabili in mezzo alla steppa di radi cespugli che mi circonda. Dai paesi partono file di automobili e bus stracarichi di gente, vivande e masserizie; molte di queste auto sono addobbate con Sabzeh, ciuffi di germogli di grano o lenticchie preparati prima del <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nowruz" target="_blank">Nowruz</a>, che verranno messi nei corsi d&#8217;acqua per restituirli alla natura.</p>
<p><span id="more-1618"></span>È il <a title="Iran Radio Culture" href="http://italian.irib.ir/radioculture/iran/cultura/item/81747-sizdah-be-dar-lultima-festa-del-periodo-del-nowruz" target="_blank">Sizdah Bedar</a>, il tredicesimo giorno dell&#8217;anno persiano, che chiude le feste per l&#8217;anno nuovo e in cui, secondo la tradizione, per scongiurare l&#8217;arrivo di spiriti maligni bisogna uscire di casa e cercare il contatto con la natura.</p>
<p>Moto di piccola cilindrata lanciate a velocità sconsiderate portano famiglie intere di tre, quattro persone con cesti e sacchetti, mentre su vecchie <a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paykan" target="_blank">Paykan</a> o più moderne <a title="Best Selling Cars" href="http://bestsellingcars.wordpress.com/2005/01/30/iran-2002-2004-saipa-pride-paykan-most-popular/" target="_blank">Saipa Pride</a> sono stipate fino a sette, otto persone. Da centinaia di anni il tredicesimo giorno dell&#8217;anno è considerato un giorno sfortunato in cui l&#8217;uomo, dopo aver passato i primi dodici giorni mettendo ordine in casa,  può essere preda del caos. Per scongiurare ciò è necessario uscire di casa e tro9varsi un bel posto in mezzo alla natura, possibilmente con molta erba e un corso d`acqua. Sulle montagne, a chilometri dalla strada principale vedo gruppi di persone su grandi coperte, i bambini che corrono intorno.</p>
<p>I paesi sono deserti e nella fresca mattina di primavera il profumo dolce e intenso dei fiori d&#8217;arancio riesce finalmente a vincere sui gas di scarico dei pochi mezzi di passaggio. Trovare un ristorante aperto è un problema, e alla fine ci decidiamo a mangiare su una panchina un poco di pane azimo con formaggio, marmellata e qualche frutto. Ovunque incontriamo greggi di pecore e capre guidate dai loro pastori. In mezzo ad un altopiano, a decine di chilometri dal paese più vicino troviamo un bambino di dieci anni o poco più che vende un buonissimo dooch di capra, bevanda tradizionale fatta con yogurt di capra, acqua sale e menta.</p>
<p>Intorno a mezzogiorno il sole comincia a scaldare e i rari gruppi di alberi sono tutti occupati dalle famiglie che pranzano. Noi siamo in viaggio per raggiungere un camion con una parte della nostra fornitura disperso a cinquecento chilometri di disanza da noi: tra andata e ritorno saremo in viaggio per quasi quindici ore. A sera sulla strada del ritorno vediamo tornare al paese gli stessi gruppi che il nostro autista, sempre lanciato a velocità folle per queste strade, ha superato in mattinata.</p>
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		<title>L&#8217;Egitto dopo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 20:57:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mubarak è stato almeno tanto intelligente da non sparare sul suo popolo!&#8221; Questo è stato il commento di un operaio a cui ho chiesto come aveva vissuto le proteste. Sono al Cairo per un paio di giorni e mi guardo intorno per scorpire &#8220;l&#8217;Egitto dopo&#8221;. Dopo le rivolte, dopo il cambiamento a prima vista non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mubarak è stato almeno tanto intelligente da non sparare sul suo popolo!&#8221; Questo è stato il commento di un operaio a cui ho chiesto come aveva vissuto le proteste. Sono al Cairo per un paio di giorni e mi guardo intorno per scorpire &#8220;l&#8217;Egitto dopo&#8221;. Dopo le rivolte, dopo il cambiamento a prima vista non sembra molto cambiato, stesso traffico caotico, stesso disordine trascurato; ma poi se guardi bene qualcosa si nota.</p>
<p><span id="more-1609"></span>Non si vedono molti militari, come mi sarei aspettato, ma agli angoli delle strade accanto ai venditori di fazzoletti e accessori vari se ne sono aggiunti molti che espongono bandiere dell&#8217;egitto di varie forme e dimensioni e adesivi con una scritta: Egitto, 25 Gennaio. Viaggiando dall&#8217;albergo al cantiere incontriamo poi alcuni edifici incendiati: il comando di polizia, un palazzo governativo e un&#8217;albergo, all&#8217;esterno del quale vedo i camerieri in livrea armati di raschietto che grattano le porte dell&#8217;ingresso.</p>
<p>Mi raccontano che durante le rivolte molti prigionieri sono fuggiti dalle carceri. L&#8217;autista che mi accompagna dice di avere visto i corpi di alcuni di questi poveretti che, usciti dalla prigione di Sadat City, nel tentativo di fermare le macchine di passaggio sulla vicina autostrada sono stati travolti e uccisi.</p>
<p>Anche nei discorsi il cambiamento appare, come tanti piccoli incendi non ancora spenti. Prima quando chiedevi &#8220;come va?&#8221; ricevevi risposte tipo &#8220;il progetto procede bene, grazie&#8221;; ora ti parlano della paura dei militari al potere, dei prezzi che salgono, del rischio che la <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_musulmani" target="_blank">fratellanza mussulmana</a> prenda il sopravvento. Sono tutti in attesa di qualcosa, anche se non sanno esattamente cosa.</p>
<p>Si sente comunque l&#8217;orgiglio per quanto è successo: dalle espressioni soddisfatte, dalle bandiere e adesivi esposti su una quantità di auto. E&#8217; notevole il fatto che la data che tutti ricordano come una vittoria non sia quella delle dimissioni di Mubarak, ma quella della prima grande manifestazione di piazza Tahrir, il 25 Gennaio appunto.</p>
<p>A quanto <a title="Il Post" href="http://www.ilpost.it/2011/03/19/il-referendum-costituzionale-in-egitto/" target="_blank">mi raccontano</a> dopo la riforma costituzionale nei prossimi sei mesi dovranno tenersi elezioni per un nuovo parlamento , dopodichè si voterà per un nuovo presidente. La fiducia che questo processo rispecchierà veramente la volontà popolare è comunque poca.</p>
<p>A detta dei cristiani che ho incontrato, i mussulmani sono la sola forza politicamente organizzata che potrà prendere una percentuale consistente dei voti, e che ora preme perchè le riforme rafforzino ancora di più questa supremazia.</p>
<p>I mussulmani, che comunque temono una svolta integralista, dicono che in ogni caso il voto sarà falsato sia dalla propaganda che da possibili brogli.</p>
<p>Oggi <a title="ADN Kronos" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Finanza/Egitto-Borsa-riapre-e-crolla-Egx-30--89_311821557284.html" target="_blank">ha riaperto la Borsa</a>, chiusa il ventisette Gennaio scorso, e dopo poco è stata subito richiusa dopo aver perso più del 10%. I grossi imprenditori erano tutti ovviamente legati al vecchio presidente e Ezz, uno dei più importanti, è ancora in galera. Ieri dopo la riunione il mio cliente mi ha salutato con un &#8220;prega per noi&#8221;.</p>
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		<title>Perlite  story</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 13:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle cinque suona la sveglia. Sì, lo so che potrei anche svegliarmi un&#8217;ora dopo, ma mi piace troppo rotolarmi tra le lenzuola alla mattina e guardare il tempo scorrere sull&#8217;orologio mentre non faccio niente. Dopo più di mezz&#8217;ora mi decido e metto un piede a terra, poi l&#8217;altro. Poi tutto ritorna a girare con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle cinque suona la sveglia. Sì, lo so che potrei anche svegliarmi un&#8217;ora dopo, ma mi piace troppo rotolarmi tra le lenzuola alla mattina e guardare il tempo scorrere sull&#8217;orologio mentre non faccio niente. Dopo più di mezz&#8217;ora mi decido e metto un piede a terra, poi l&#8217;altro.</p>
<p><span id="more-1580"></span>Poi tutto ritorna a girare con la solita frenesia: doccia, barba, esco dalla camera d&#8217;albergo e scendo per la colazione.  Il ristorante è ancora chiuso, gli altri aspettano ma io no. A testa bassa mi dirigo verso la porta: scrollata decisa e bussata nervosa, la porta si apre. Si affaccia una cameriera con la faccia stralunata che dribblo mugugnando un <em>monin&#8217;</em> che sembra più una minaccia che un saluto, e mi fiondo verso il succo d&#8217;arancia abbrancando al volo due yogurt che un&#8217;altro cameriere ha appena appoggiato sul ghiaccio.</p>
<p>Dieci di minuti dopo ho una veloce riunione con la tazza del cesso, dopodichè marcio verso la hall dove consegno lo scontrino del parcheggio ad un commesso munito di auricolare il quale, con una faccia quasi più incazzata della mia, scompare dietro una porticina. Dopo cinque minuti compare in fondo all&#8217;edificio il parking boy, un&#8217;indiano in realtà più anziano di me che, visibilmente stravolto dal sonno, camminando di sghimbescio riesce miracolosamente a infilare la porta a vetri, trova la mia chiave frugando dietro ad un bancone e si avvia zoppicando verso il parcheggio sotterraneo. Lo aspetto alla sbarra d&#8217;uscita sperando che mi porti l&#8217;auto senza danni.</p>
<p>Appena esce lo blocco e m&#8217;infilo in macchina: dalla radio <em>Abu Dhabi Classic FM</em> spara un valzer di Chopin che mi dà la carica giusta per infilarmi nella fiumana di auto che passa di fronte all&#8217;albergo. Con fatica mi strappo dagli occhi gli ultimi brandelli di sonno per evitare, imbambolato, di superare i limiti di velocità. Gli autovelox e le multe mostruose sembrano essere tra le poche cose che qui funzionano all&#8217;occidentale. Altre cose molto occidentali sono il traffico soffocante della mattina e il cretino della macchina di dietro che lampeggia per farlo passare, che ti verrebbe voglia di aprirgli il cranio per vedere se nel suo cervello malato pensa che tu ti possa librare in aria, visto che stai viaggiando tra tre file compatte di automobili che si allungano a perdita d&#8217;occhio.</p>
<p>A Musaffah c&#8217;è da stare attenti per non tirare sotto gli indianetti che fanno la spola tra il quartiere residenziale (una versione araba di Quarto Oggiaro) e i negozietti che intelligentemente sono stati messi dall&#8217;altro lato della superstrada a sei corsie. Verso le sette sono nell&#8217;acciaieria in costruzione e mi dirigo verso il mio angoletto. Oggi il programma della giornata è dei peggiori: devo rimuovere cento metri cubi di <a title="Perlite Italiana" href="http://http://www.perlite.it/CosaPerlite.asp" target="_blank">perlite</a> per effettuare un&#8217;ispezione dentro l&#8217;apparecchio. Qui ci va una spiegazione tecnica: la perlite è un materiale leggero come farina ed altrettanto sottile che si infila dappertutto, mutande comprese, ma quando cerchi di tirarlo fuori dal suo buco ha la stessa arrendevolezza del gatto quando gli fai il bagno. Il solo pensiero mi fa aumentare in modo esponenziale l&#8217;incazzatura già accumulata.</p>
<p>Ovviamente della banda di rincoglioniti che doveva essere pronta alle sei nemmeno l&#8217;ombra. Dopo le sette e mezza cominciano a comparire i primi indiani camminando come zombi. Non me la sento di prenderli a calci, visto che prendono cento euro al mese e mangiano un pugno di riso quando gli va bene. Appena arriva uno con l&#8217;aspetto del capo comincio a urlare come un forsennato: questo si becca la tirata e poi mi informa che lui è lì solo per aspettare il muletto, finisco di insultarlo e lo caccio via.</p>
<p>Dopo mezzora che sono lì a fissare gli indiani perdo la speranza di vedere qualcun&#8217;altro e mi decido a tirarli per i capelli nell&#8217;impresa. Dopo pochi minuti siamo avvolti in una nuvola di perlite e, nonostante mascherine ed occhiali, i poveretti cominciano a tossire soffocati e ad avere gli occhi rossi e lacrimanti. Impassibile mi ergo come uno scoglio a cui possano aggrapparsi e ricevere sicurezza, ma quelli non ci pensano nemmeno e se ne scappano distanti. Dopo qualche ora di tira e molla siamo riusciti ad insaccare una ventina di metri cubi.</p>
<p>All&#8217;alba delle undici finalmente arriva il supervisore, ed ho almeno la soddisfazione di vederlo un poco preoccupato quando comincio a raccontargli la mia opinione sui possibili mestieri esercitati da sua madre e da suo padre. Lui mi garantisce che il lavoro andrà avanti spedito, e decido di abbandonarlo al suo destino mentre mi occupo di lavori più umani. Dopo due ore e mezza torno e trovo la banda intenta a osservare poeticamente le nuvole: da un rapido sguardo posso notare che la quantità di sacchi riempiti durante la mia assenza è pari a zero. Torno dalla crapa vuota che dovrebbe comandare i disperati ed esprimo il mio parere anche su tutta la sua parentela, dopodichè chiamo il padrone degli sciamannati e lo rendo edotto della mia conoscenza di insulti e bestemmie in lingua inglese: lui concorda che sarei in grado di dare lezioni in merito.</p>
<p>Nella mezzora abbondante che spendo ad abbaiare contro i capi degli impediti, questi hanno miracolosamente ripreso vita ed hanno insaccato un&#8217;altra decina di metri cubi. Tra urli e calci passo il pomeriggio, ma devo fare i conti con la mia resistenza fisica: la perlite si è ormai stratificata sulla pelle e sui polmoni, gli occhi sono due palle rosse e la gola mi sembra di carta vetrata. Faccio una pausa per preparami a motivare anche il turno di notte, dopodichè verso le nove e trenta rientro in albergo, barcollante e bianco come un pupazzo di neve.</p>
<p>In stato di semi incoscienza riesco a fare la doccia, a mangiare e a parlare con Maria su Skype, e finalmente verso mezzanotte posso abbandonarmi alle lenzuola. Non so ancora che alle due e mezza l&#8217;operatore mi chiamerà per andare a smontare con urgenza una pompa che si è bloccata. Ma questa è già un&#8217;altra storia, per ora mi cullo nell&#8217;illusione delle cinque ore di sonno che mi separano da un&#8217;altra giornata di m£%@a!</p>
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		<title>Alitalia no!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:49:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vorrei poterlo dire, ma purtroppo alle volte sono costretto ad utilizzarla, ed il confronto con le altre compagnie è deprimente, sia come utente che come italiano. A cominciare dal personale, tra i più scorbutici e arroganti che io abbia mai incontrato. Conflitti con i passeggeri possono anche nascere, e solitamente le hostess e gli stewart [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei poterlo dire, ma purtroppo alle volte sono costretto ad utilizzarla, ed il confronto con le altre compagnie è deprimente, sia come utente che come italiano. A cominciare dal personale, tra i più scorbutici e arroganti che io abbia mai incontrato.</p>
<p><span id="more-1518"></span>Conflitti con i passeggeri possono anche nascere, e solitamente le hostess e gli stewart dovrebbero fare di tutto per calmare gli animi, ma i dipendenti della nostra compagnia di bandiera spesso sembra facciano apposta per provocare la rissa. Quando poi si parte spariscono, impegnati nel loro gabbiotto in chilometriche discussioni sul calcio o il <em>Grande Fratello</em>, e se hai bisogno di loro devi armarti di santa pazienza ed aspettare.</p>
<p>Il pasto a bordo poi è un&#8217;esperienza penosa, e quello che servono sui voli intercontinentali è paragonabile forse solo al servizio dei voli interni iraniani: tutto freddo e servito in modo da far sembrare il cibo di plastica. Inoltre penso sia l&#8217;unica compagnia rimasta al mondo in cui ancora ti portano da bere mezz&#8217;ora dopo averti portato da mangiare.</p>
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		<title>Aeroporto Marco Polo connesso</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 18:21:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aggiungo anche Roma alla mia collezione di aeroporti con connessione wifi gratuita. Ma solo noi lumbàrd dobbiamo sempre pagare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo anche Roma alla mia collezione di aeroporti con connessione wifi gratuita. Ma solo noi <em>lumbàrd</em> dobbiamo sempre pagare?</p>
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		<title>Capodanno persiano</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 17:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo vicini al capodanno persiano, il Nawruz, coincidente con l&#8217;equinozio di primavera che quest&#8217;anno si festeggia il venti Marzo. Stasera partono i festeggiamenti per l&#8217;ultimo martedì dell&#8217;anno, in occasione del quale si sparano una grande quantità di fuochi d&#8217;artificio e si festeggia per strada. Gli oppositori di Ahmadinejad ne approfitteranno per manifestare nuovamente contro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo vicini al capodanno persiano, il <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nowruz" target="_blank">Nawruz</a>, coincidente con l&#8217;equinozio di primavera che quest&#8217;anno si festeggia il venti Marzo. Stasera partono i festeggiamenti per l&#8217;ultimo martedì dell&#8217;anno, in occasione del quale si sparano una grande quantità di fuochi d&#8217;artificio e si festeggia per strada. Gli oppositori di Ahmadinejad ne approfitteranno per manifestare nuovamente contro i brogli elettorali avvenuti durante l&#8217;ultima elezione.</p>
<p><span id="more-1508"></span>Rientrando in albergo verso le sette di sera, oltre alle prime prove pirotecniche, abbiamo visto molta polizia ferma agli incroci in assetto antisommossa, oltre a diverse squadre della <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basij" target="_blank">milizia Basij</a>, riconoscibili dalle moto di grossa cilindrata, proibite alla popolazione, e alle divise rigorosamente nere. Sono stati questi miliziani a causare il maggior numero di morti durante le precedenti manifestazioni. Spero che stanotte ognuno possa tornare a casa sano e salvo.</p>
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		<title>Cairo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:30:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta in Egitto, questo giro quasi sempre in cantiere. Non è un sorpresa osservare che qui la vita umana vale meno di zero, ma lo è un poco scoprire che da qualche anno, se possibile, sono persino peggiorati. Vedo gente da tutte le parti che si arrampica come scimmie fino a trenta, quaranta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta in Egitto, questo giro quasi sempre in cantiere. Non è un sorpresa osservare che qui la vita umana vale meno di zero, ma lo è un poco scoprire che da qualche anno, se possibile, sono persino peggiorati. Vedo gente da tutte le parti che si arrampica come scimmie fino a trenta, quaranta metri senza protezione alcuna, lungo travi arrugginite e costruisce ponteggi con legni da imballaggio.</p>
<p><span id="more-1505"></span>In queste condizioni l&#8217;infortunio o la  morte è quasi la norma. Quando mi sono messo la cintura di sicurezza per arrampicarmi su uno di quegli abbozzi di ponteggio mi hanno guardato con compatimento come fossi un handicappato o un marziano.</p>
<p>Naturalmente la divisa da lavoro prevede quasi esclusivamente scarpe da ginnastica o ciabattine, vestiti stracciati e qualche raro elmetto di almeno vent&#8217;anni. I materiali, anche di diversi quintali, vengono sollevati e trasportati rigorosamente a mano, e i cavi elettrici, logori e rappezzati, attraversano il cantiere in tutte le direzioni in attesa del pirla di turno da fulminare.</p>
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		<title>Bandar Imam</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono nuovamente in Iran per riunioni di lavoro. Questo giro ha come destinazione principale <a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bandar_Imam_Khomeini" target="_blank">Bandar Imam</a>, una distesa di raffinerie in mezzo a paludi che in estate si trasformano in un polveroso deserto. All&#8217;arrivo ci accoglie una tempesta di sabbia sottile che, ci dicono, sta avvolgendo l&#8217;area da diversi giorni dando al panorama un aspetto, se possibile, ancora più spettrale.</p>
<p><span id="more-1503"></span>Ci dicono che queste tempeste sono iniziate da pochi anni, subito dopo l&#8217;invasione americana dell&#8217;Iraq. Le voci raccontano che a causa del dirottamento delle acque dei fiumi a monte. le paludi nel delta dello <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shatt-Al_Arab" target="_blank">Shatt al-Arab</a> si sono completamente seccate e i venti che qui spirano frequenti alzano nuvole di polvere che si dirigono su Bandar Imam, <a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ahwaz" target="_blank">Ahwaz</a> e a volte arrivano fino quasi a Tehran, a mille chilometri di distanza.</p>
<p>Una volta entrati in raffineria il nostro agente comincia ad elencarci le malattie tipiche di ogni impianto: in uno ci si ammala di cancro della pelle, nell&#8217;altro il cancro del sangue è il più diffuso, e così via. Mentre compiamo il nostro giro la gola e gli occhi mi si irritano, ma ho qualche timore a chiederne il motivo preferisco rimanere nell&#8217;ignoranza.</p>
<p>Improvvisamente si alza in cielo un nuvolone nero che copre parte del cielo grigiastro, probabilmente proveniente da qualche fiaccola accesasi a seguito della fermata di qualche impianto. Il fumo si mischia alle altre nuvole che in lontananza salgono da altrettante fiamme accese su giacimenti di gas. Da qui ad Ahwaz è un susseguirsi di giacimenti di petrolio, e le infiltrazioni di gas a volte sfogano perfino all&#8217;interno delle case.</p>
<p>Durante la <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_Iran_Iraq" target="_blank">Guerra Iran-Iraq</a> la città di <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abadan" target="_blank">Abadan</a> fu al centro dei combattimenti e migliaia furono i profughi scappati dalla città bombardata. Chi aveva soldi raggiunse Tehran o Isfahan, ma i più poveri riuscirono a trascinarsi solo fino a Bandar Imam, dove vivono ancora oggi.</p>
<p>Come per altri progetti la nostra ditta ha venduto l&#8217;impianto ad un cliente che è solo l&#8217;intermediario locale che lo rivestirà con carta lucida e nastrini colorati per rivenderlo all&#8217;ente governativo con lauti ricarichi. Il solo problema è che quello che abbiamo venduto noi è completamente diverso da quello che il cliente finale vuole, quindi ci troviamo a partecipare ad una riunione con i dirigenti della raffineria in cui siamo esposti dall&#8217;intermediario come un trofeo ma non possiamo parlare per evitare di scoprire il suo gioco.</p>
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		<title>Le foto in Friuli del 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 03:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jimmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente trovo un poco di tempo per sistemare le foto che ho fatto quest&#8217;estate. Nella nuova sezione dedicata alla mia altrettanto nuova passione, la bicicletta, trovate le immagini che ho preso durante la mia zingarata estiva in Friuli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente trovo un poco di tempo per sistemare le foto che ho fatto quest&#8217;estate. Nella <a title="Blog di Jimmi" href="http://7girello.net/immagini/la-bicicletta/" target="_blank">nuova sezione</a> dedicata alla mia altrettanto nuova passione, la bicicletta, trovate le immagini che ho preso durante la mia zingarata estiva in Friuli.</p>
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