Busi a sorpresa
Dopo le performance dalla De Filippi davo anche lui per perso, e invece riesce a sorprendermi rifiutando un “premio letterario di merda [...] che porta il nome di Tatarella, un fascista almirantiano“
Dopo le performance dalla De Filippi davo anche lui per perso, e invece riesce a sorprendermi rifiutando un “premio letterario di merda [...] che porta il nome di Tatarella, un fascista almirantiano“
Certo sta male paracadutarsi quando tutti gli altri sono destinati nel giro di qualche decina di secondi a diventare brandelli bruciacchiati, però è preferibile un morto di meno che uno di più, su questo dovrebbero essere d’accordo tutti i filosofi del mondo. Non è che a una festa ci si può gettare sui salatini dando una testata a chi ti sbarra il cammino, ma in condizioni di vita o di morte si può capire. Uno a una festa non rischia di diventare nel giro di qualche secondo dei brandelli bruciacchiati. Insomma, raramente. Mentre su un aereo che precipita la cosa è pressoché sicura.
Tratto da un racconto di Giacomo Sartori
Paolo Rumiz, grande raccontatore di viaggi, ci porta con questo suo libro dentro la leggenda dell’eroe Cartaginese, il cui mito a più di duemila anni di distanza è ancora visibile nella nostra terra.
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Cos’è l’intelligenza? Saranno mai in grado le macchine costruite dall’uomo di simularla? A queste domande tenta di rispondere Douglas Hofstadter nel libro “Goedel, Escher, Bach“, ma non solo. Lo fa accompagnandoci in un fantastico viaggio attraverso quelli che lui chiama “strani anelli”, le ghirlande brillanti che segnano la linea di demarcazione tra le rassicuranti teorie di calcolo costruite dall’uomo e il mondo dell’incalcolabile.
Secondo quanto viene usualmente insegnato da scienziati e storici il metodo scientifico è un qualche cosa di moderno, che nasce e si siluppa a partire dal XVI secolo, e i pochi esempi di “scienziati” dell’antichità, come Euclide e Archimede, furono solo incerti precursori di una forma di pensiero che solo la nostra epoca avrebbe visto fiorire.
Lucio Russo nel suo libro “La rivoluzione dimenticata” ci offre un nuovo punto di vista, secondo cui questi antichi studiosi non furono casi isolati, ma esponenti di spicco di una scienza ellenistica che si sviluppò dal III secolo a.c. per quasi due secoli per poi finire distrutta e dispersa ad opera dei Romani, e che permise poi la nascita della scienza moderna.
Qualcosa di molto simile a quanto dicevo l’altro giorno l’ho trovato nello scritto di Raoul Vaneigem pubblicato da Nazione Indiana:
La maggior parte degli uomini non sono stati altro che animali spiritualizzati, capaci di promuovere una tecnologia al servizio dei loro interessi predatori ma incapaci di affinare umanamente la vita e raggiungere così la propria specificità di uomo, di donna, di fanciullo. Al termine di una corsa frenetica verso il profitto, i topi in tuta e in giacca e cravatta scoprono che non resta più che una misera porzione del formaggio terrestre che hanno rosicchiato da ogni lato.
Vi consiglio di andarvi a leggere tutte e quattro le puntate quando usciranno.
Succede ai padri di pentirsi quando, pur avendone l’occasione, non trasmettono al figlio insegnamenti fondamentali per la loro vita. Fernando Savater per rimediare ha scritto un libro in cui spiegare al suo, così come ad altri figli, l’”arte di saper vivere”, come lui definisce quel prezioso concetto che chiamiamo etica.
Mi ero perso George Steiner fino a ieri, e me ne dispiace:
L’esattezza. La santità dell’esattezza. Il rispetto di se stesso. Gran Dio, Carlo, devi capire quello che cerco di dire. L’Utopia significa semplicemente l’esattezza! Il comunismo significa togliere gli errata dalla storia. Dall’uomo. Correggere bozze.
A volte i professori si rivolgono in questo modo ai loro allievi:
Ma naturalmente ci sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo veramente importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificani e poco attraenti.
Non capita molto spesso, ma a volte lo fanno, e io ringrazio il cielo per averci dati gli insegnanti, tutti gli insegnanti, perchè possano a volte dire queste cose.
Sono grato a mio padre per avermi consigliato questa libro, frutto di una ricerca storica storica di Luigi Mio, in cui vengono descritte le condizioni di vita e di lavoro della sua città natale nella seconda metà del diciannovesimo secolo. L’autore, dopo una attenta analisi di documenti provenienti soprattutto dall’archivio municipale, ordina i dati in una serie di tabelle e grafici che permettono a lui e a noi di capire molte cose sulla vita del tempo.