Elezioni in Iran

Scritto da jimmi il 16 giugno 2009

Sono ancora in viaggio per il medio oriente, e Lunedì prossimo avrei dovuto essere a Tehran, ma i tumulti degli ultimi giorni hanno fatto cancellare la nostra riunione. Le elezioni in Iran mi hanno colpito per diverse ragioni.

Prima di tutto la percentuale di votanti, settanta percento contro il cinquanta scarso delle nostre cosiddette democrazie. Seconda cosa un paio di considerazioni lette a caso su alcuni giornali; la prima, di cui non ricordo la fonte, dice che Khamenei, ora che per diversi motivi ha bisogno di venire a patti con gli USA dopo le aperture di Obama, deve mostrare il lato duro dell’Iran per ottenere il massimo dai negoziati. Ed ora, comunque vadano le cose, sarà comunque lui ad avere l’ultima voce in capitolo riguardo al nuovo presidente.

La seconda considerazione viene da una brava giornalista, Farian Sabahi, che dal blog di panorama ci ricorda prima cosa che Mousavi non ha certo un passato da riformista. Inoltre il buon Ahmadinejad, con tutti i suoi difetti sul piano internazionale, ha iniziato la sua campagna elettorale tre anni fa con una serie di interventi che hanno impegnato i proventi petroliferi per aumentare lo stato sociale anzichè facilitare l’economia finanziaria. E difatti chi oggi scende in piazza sono quelle elitè che vorrebbero giocarsi la partita sulle piazze finanziarie mondiali, non certo le classi meno abbienti che badano più alla pagnotta quotidiana che alla parità dei diritti.