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	<title>Blog di Jimmi &#187; Tecnologia</title>
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	<description>&#34;Dio ha fatto la neve, ma c&#039;è chi la scioglie: cane, lupo e catena!&#34; 7Girello</description>
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		<title>Il venerdì è rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il mio conto corrente :) Sì, lo ammetto, mi sono fatto prendere un poco la mano con le analisi di bilancio, ma scopro anche cose interessanti. In particolare dagli archivi del mio conto corrente e carta di credito degli ultimi due anni ho scoperto che il giorno più spendareccio per me è il Venerdì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il mio conto corrente :) Sì, lo ammetto, mi sono fatto prendere un poco la mano con le analisi di bilancio, ma scopro anche cose interessanti. In particolare dagli archivi del mio conto corrente e carta di credito degli ultimi due anni ho scoperto che il giorno più spendareccio per me è il Venerdì, in cui si concentrano il venticinque per cento delle mie uscite. A ruota seguono il Lunedì e il Sabato, sommando i quali supero il sessanta per cento; se poi aggiungo anche le spese fatte il mercoledì supero i tre quarti del totale. Martedì, Giovedì e, fanalino di coda, Domenica il mio conto soffre meno: tutti tre insieme concentrano meno di un quarto delle spese. Il prossimo Venerdì resto a casa ;)</p>
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		<title>Il tuo bilancio ovunque</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 12:57:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo qualche tempo pubblico una nuova lussuosa guida per chi volesse avere il bilancio familiare sempre a disposizione ovunque. Felice contabilità :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche tempo pubblico una nuova <a title="Blog di Jimmi" href="http://www.7girello.net/istruzioni/bilancio-online-con-gnucash-mysql-ssh/">lussuosa guida</a> per chi volesse avere il bilancio familiare sempre a disposizione ovunque. Felice contabilità :)</p>
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		<title>Aerei</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 10:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo la sera mi diverto a guardare il cielo sopra casa mia per poi cercare con flightradar24 la detinazione degli aerei che passano. Se l&#8217;avesse fatto qualcun&#8217;altro avrei pensato che non ha proprio un c***o da fare, ma tant&#8217;è che mi ci ritrovo io, e mi diverto pure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo la sera mi diverto a guardare il cielo sopra casa mia per poi cercare con <a title="flightradar24.com" href="http://www.flightradar24.com" target="_blank">flightradar24</a> la detinazione degli aerei che passano. Se l&#8217;avesse fatto qualcun&#8217;altro avrei pensato che non ha proprio un c***o da fare, ma tant&#8217;è che mi ci ritrovo io, e mi diverto pure.</p>
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		<title>Squeeze!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con qualche piccolo scossone il server che ospita questo sito è stato aggiornato alla Debian &#8220;Squeeze&#8221;. Un sentito ringraziamento va alla comunità di sviluppo del progetto Debian che mette a disposizione questi bei pezzi di codice :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con qualche piccolo scossone il server che ospita questo sito è stato aggiornato alla <a title="Debian.org" href="http://www.debian.org/News/2011/20110205a" target="_blank">Debian &#8220;Squeeze&#8221;</a>. Un sentito ringraziamento va alla comunità di sviluppo del progetto Debian che mette a disposizione questi bei pezzi di codice :)</p>
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		<title>Apple si è fatta la bua</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo ha ragione, una presa per il culo irresistibile, Il Principe de Curtis non avrebbe saputo fare di meglio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Manteblog" href="http://www.mantellini.it/?p=8251" target="_blank">Massimo</a> ha ragione, una <a title="Antenn-aid" href="http://www.antenn-aid.com/" target="_blank">presa per il culo</a> irresistibile, Il <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=4Yv-_zlr-YM" target="_blank">Principe de Curtis</a> non avrebbe saputo fare di meglio!</p>
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		<title>Le leggi dimenticate</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 08:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo che segue è stato da me rinvenuto durante lo sgombero di una biblioteca e voglio riportarlo a imperitura memoria. Il fatto che sia battuto a macchina e parli di transistor vi può far intuire la datazione, ma le leggi esposte hanno validità universale. Dalla rivista &#8220;The Chartered Mechanical Engineer&#8221; riprendiamo il seguente articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il testo che segue è stato da me rinvenuto durante lo sgombero di una biblioteca e voglio riportarlo a imperitura memoria. Il fatto che sia battuto a macchina e parli di transistor vi può far intuire la datazione, ma le leggi esposte hanno validità universale.</em><br />
<span id="more-1527"></span></p>
<p>Dalla rivista &#8220;The Chartered Mechanical Engineer&#8221; riprendiamo il seguente articolo a firma di un certo Mr. D.A. Duncan.</p>
<p>Mentre nelle scuole di ingegneria si insegna che per essere un buon tecnico occorre avere dimestichezza con le leggi fisiche quali la termodinamica, poco o niente si dice di altre leggi naturali altrettanto valide ed importanti.</p>
<p>La prima di queste leggi dimenticate è quella in cui il tecnico incappa quando tenta di applicare la teoria appresa a scuola ai suoi primi lavori da professionista, o prima ancora, quando tenta di riparare la sua automobile o motocicletta o bicicletta. Tale legge, da più autori denominata <em>Legge della perversità naturale</em>, afferma che: &#8220;<em>Ogni oggetto inanimato tende ad assumere la posizione di massima scomodità per il tecnico</em>&#8220;.</p>
<p>Una delle prime esperienza di questa legge l&#8217;abbiamo fatta quando, ancora ragazzi, ci è capitato di dover gonfiare la gomma della nostra bicicletta. Tutti abbiamo sperimentato che la ruota normalmente si ferma con la valvola esattamente in corrispondenza della forcella o del telaio per cui è necessario ruotarla un pò per poter accedere alla valvola.</p>
<p>In passato questa legge era presa in considerazione con maggior deferenza. Si racconta che, all&#8217;inizio del secolo, un muratore che lavorava alla sommità di una ciminiera lasciasse cadere accidentalmente il panino portato per colazione (che fece un volo di circa 90 metri!). Quando scese per recuperarlo, con suo grande stupore, notò che si era aperto ma la parte imburrata era pulita e rivolta verso l&#8217;alto. Poichè il fatto era palesemente contrario alla <em>Legge della perversità naturale</em>, egli ne rimase turbato finchè un amico, un vero amico, non lo consolò, spiegandogli la ragione della deviazione della legge: sua moglie aveva imburrato il panino dalla parte sbagliata.</p>
<p>La seconda di queste leggi naturali è stata formulata definitivamente solo recentemente, ma fu intuita già molti anni fa da <em>Arkwringht Sodd</em>, che le ha dato così il suo nome. La <em>Legge di Sodd</em> dice:<br />
&#8220;<em>Qaando la probabilità, matematicamente calcolata, che si verifichi un fenomeno estremamente avverso è molto bassa, nel caso in cui tale fenomeno sia di importanza rilevante per un tecnico, la reale probabilità che esso si verifichi è molto prossima al 100%</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;articolo prosegue: &#8220;La legge di Sodd, o la equivalente di Murphy, egualmente nota, stabilisce che <em>1 + 1 = 2</em> dove il simbolo &#8220;=&#8221; significa &#8220;quasi sempre&#8221;. Benchè la legge generale sia ben nota, le sue applicazioni non sono altrettanto documentate. Per riparare in parte a tale deficienza diamo qui di seguito alcuni esempi:</p>
<ul>
<li>Se qualcosa può andare storto, certamente avverrà durante una dimostrazione.</li>
<li>Tutte le forme di garanzia decadono con il pagamento della fattura.</li>
<li>Il rispetto delle date di consegna è inversamente proporzionale alla rigidità del programma.</li>
<li>Le dimensioni vengono sempre espresse nei termini meno usati; ad esempio la velocità è indicata in &#8220;ottavi di miglia in quindici giorni&#8221;.</li>
<li>Il manuale di istruzioni è regolarmente buttato via dagli addetti al controllo di entrata.</li>
<li>In un qualsiasi calcolo, la cifra che risulterà più giusta sarà certamente la causa dell&#8217;errore.</li>
<li>In un piano di produzione, i fili tagliati a lunghezza secondo le specifiche risulteranno troppo corti.</li>
<li>La disponibilità di un componente è inversamente proporzionale alla sua importanza.</li>
<li>Se un progetto richiede un numero <em>x</em> di componenti, a stock ce ne saranno <em>x-1</em>.</li>
<li>Un utensile, cadendo, finirà certamente dove causerà il maggior danno possibile (nota anche come <em>Legge della gravitazione selettiva</em>).</li>
<li>Un apparecchio scelto a caso in un gruppo avente affidabilità del 99% farà certamente parte dell&#8217;1%.</li>
<li>Al primo avviamento un motore trifase girerà sempre in senso inverso.</li>
<li>La probabilità di rottura di un pezzo è inversamente proporzionale alla sua facilità di riparazione o sostituzione.</li>
<li>Il pezzo più fragile è il primo a cadere.</li>
<li>Un transistore protetto da un fusibile a rapido intervento proteggerà il fusibile bruciando per primo.</li>
<li>Un difetto non diventerà palese se non dopo l&#8217;ispezione finale.</li>
</ul>
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		<title>Linux Day 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 06:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno il LUG di Bergamo in occasione del Linux Day 2009 organizza presso la Facoltà di Ingegneria di Dalmine una manifestazione con conferenze e spazi presso i quali è possibile provare ed installare il mio sistema operativo preferito. Leggete e diffondete la locandina che trovate sul sito :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno il <a title="Bergamo Linux User Group" href="http://bglug.it/" target="_blank">LUG di Bergamo</a> in occasione del <a title="Linux Day" href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">Linux Day 2009</a> organizza presso la <a title="Università degli Studi di Bergamo" href="http://www.unibg.it/struttura/struttura.asp?cerca=ingegneria_intro" target="_blank">Facoltà di Ingegneria di Dalmine</a> una <a title="Linux Day 2009" href="http://bglug.it/linux-day-2009/" target="_blank">manifestazione </a>con conferenze e spazi presso i quali è possibile provare ed installare il mio <a title="Linux" href="http://www.linux.org/" target="_blank">sistema operativo preferito</a>. Leggete e diffondete <a title="Locandina LD2009" href="http://bglug.it/wp-content/uploads/2009/10/bozza_locandina_ld09.pdf" target="_blank">la locandina</a> che trovate sul sito :)</p>
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		<title>La tastiera del Samsung NC10</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 12:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se non aggiorno più di frequente il mio blog non pensate che me ne stia con le mani in mano :) Pe cause di forza maggiore ho dovuto sostituire il mio bel portatile e subito dopo aver comprato un lussuoso netbook ho combinato un guaio. Ragion per cui mi sono dovuto cimentare in un&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se non aggiorno più di frequente il mio blog non pensate che me ne stia con le mani in mano :) Pe cause di forza maggiore ho dovuto sostituire il mio bel portatile e subito dopo aver comprato un lussuoso netbook ho combinato un guaio. Ragion per cui mi sono dovuto cimentare in un&#8217;altra delle mie grandi performance, come al solito <a title="Blog di Jimmi" href="http://7girello.net/istruzioni/sostituire-la-tastiera-del-samsung-nc10" target="_blank">descritta</a> nella sezione &#8220;<a title="Blog di Jimmi" href="http://7girello.net/istruzioni/" target="_blank">Istruzioni</a>&#8221; per la vostra gioia!</p>
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		<title>Moderna filibusta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 11:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche tempo il mio bel portatile si è ammalato piuttosto gravemente, ed ora si spegne da solo ogni tre per due. Passando al MW ho trovato un simpatico netbook NC10 in offerta speciale e l&#8217;ho preso al volo. Una volta installato la Ubuntu di ordinanza, con qualche piccola personalizzazione, ho pensato bene di eliminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo il mio bel <a title="Blog di Jimmi" href="http://7girello.net/2007/02/tante-scuse/" target="_blank">portatile</a> si è ammalato piuttosto gravemente, ed ora si spegne da solo ogni tre per due. Passando al <a title="Media World" href="http://mediaworld.it/" target="_blank">MW</a> ho trovato un simpatico netbook <a title="Samsung" href="http://www.samsung.com/it/consumer/detail/detail.do?group=monitorcomputersperipherals&amp;type=mini_notebook&amp;subtype=mini_notebook&amp;model_cd=NP-NC10-KA03IT" target="_blank">NC10</a> in offerta speciale e l&#8217;ho preso al volo.</p>
<p><span id="more-1305"></span></p>
<p>Una volta installato la <a title="Ubuntu NBR" href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/download-netbook" target="_blank">Ubuntu</a> di ordinanza, con qualche piccola <a title="LinuxOnMySamsung" href="http://www.voria.org/forum/showthread.php?tid=40" target="_blank">personalizzazione</a>, ho pensato bene di eliminare ogni traccia dell&#8217;OS originale, staccando gli stickers con l&#8217;aiuto di un asciugacapelli. Da pistola che sono nell&#8217;operazione sono riuscito a deformare alcuni tasti, ed ora ho il problema di cambiarli. Durante la <em>via crucis</em> la mia impressione è stata di essere una preda per moderni pirati che tentavano di sottrarmi i soldi.</p>
<p>Il primo tentativo è stato con l&#8217;<a title="Prima Comunicazione" href="http://www.primacomunicazione.it/home.htm" target="_blank">assitenza Samsung</a> che, come mi aspettavo, voleva sostituire l&#8217;intera tastiera. Il prezzo dell&#8217;operazione è di 85 euro, che diviso i quattro tasti rovinati, fa più di 20 euro a tasto; decisamente troppo per i miei gusti.</p>
<p>Samsung mi ha poi proposto di acquistare direttamente la tastiera dal loro <a title="EuroParts" href="http://www.euro-parts.it" target="_blank">rivenditore ufficiale</a> che si è rivelato anche più rapace della loro assistenza: 68 euro per la nuda tastiera. &#8220;Compreso il trasporto&#8221; dicono loro, &#8220;e vorrei anche vedere&#8230;&#8221; dico io!</p>
<p>Fortuna che esiste una <a title="EBay" href="http://ebay.it/" target="_blank">baia</a> al riparo dagli attacchi di questa moderna filibusta. Dalla Cina mi offrono i tasti singoli per tre euro e spiccioli, con tre euro di trasporto e, ancora meglio, una tastiera completa con meno di cinque euro, più sette di trasporto.</p>
<p>Ho ordinato la tastiera completa con l&#8217;intenzione di smontare i tasti che mi servono. Ovviamente seguirà una guida dettagliata nell&#8217;<a title="Blog di Jimmi" href="http://7girello.net/istruzioni/" target="_blank">apposita sezione</a> ;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Remix</title>
		<link>http://www.7girello.net/2009/06/remix/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=remix</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 12:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ha colpito la prefazione di Lawrence Lessig a Remix, l&#8217;ultimo suo libro, ed ho così deciso di tradurne un&#8217;estratto che condivido qui con voi. Agli inizi del 2007 ero a una cena con alcuni amici a Berlino. Dopo una discussione sempre più intensa circa le minacce di cambiamento climatico, un ardente americano al tavolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha colpito la prefazione di <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Lessig" target="_blank">Lawrence Lessig</a> a <a title="Remix" href="http://remix.lessig.org/" target="_blank">Remix</a>, l&#8217;ultimo suo libro, ed ho così deciso di tradurne un&#8217;estratto che condivido qui con voi.</p>
<p><span id="more-1254"></span></p>
<blockquote><p>Agli inizi del 2007 ero a una cena con alcuni amici a Berlino. Dopo una discussione sempre più intensa circa le minacce di cambiamento climatico, un ardente americano al tavolo sbottò: &#8220;Dobbiamo dichiarare guerra al carbone, i governi devono mobilitarsi. Mettiamo in marcia le nostre truppe!&#8221;. Quindi si lasciò cadere sulla sedia, orgoglioso della sua forte affermazione, servendosi un pò troppo abbondantemente del costoso vino rosso.<br />
Era ovvio che il mio amico parlava metaforicamente. Il carbone non è un &#8220;nemico&#8221;. Nessun marine americano potrebbe combatterlo. Guardando attorno al tavolo notai però una sorta di reticenza tra i tedeschi. &#8220;Cosa significa questo sguardo?&#8221; chiesi ad uno dei miei amici. Dopo una piccola pausa, egli quasi sussurrò: &#8220;Ai tedeschi non piace la guerra&#8221;. La risposta accese in me uno di quei rari momenti di intuizione. Naturalmente nessuno stava parlando di usare armi per combattere il carbone. E nemmeno gli inquinatori. Però, per ovvie ragioni, in Germania ogni idea associata alla guerra ha una connotazione fortemente negativa. L&#8217;intera nazione, ma specialmente Berlino, è avvolta nel costante ricordo dei costi che hanno significato i due conflitti del ventesimo secolo.<br />
Invece in America, associare qualcosa alla guerra non è necessariamente negativo. Non voglio dire che siamo un popolo  amante della guerra; voglio dire che la nostra storia ci permette di simpatizzare con l&#8217;idea di dichiarare guerra. Non come scelta, ma come rimedio ad un grosso sbaglio. La guerra è un sacrificio che abbiamo compiuto, e almeno in un caso recente, un sacrificio che ottenne ottimi risultati. Abbiamo quindi idealizzato questo sacrificio.<br />
Questa idealizzazione permette alla metafora di allargarsi ad altri conflitti, politici o sociali. Come i professori George Lakoff e Mark Johnson [...] dissero, discutendo l&#8217;idea di &#8220;equivalente morale della guerra&#8221; del Presidente Carter:<br />
C&#8217;era un &#8220;nemico&#8221;, una &#8220;minaccia alla sicurezza nazionale&#8221;, che richiese di &#8220;individuare obbiettivi&#8221;, &#8220;riorganizzare le priorità&#8221;, &#8220;stabilire una nuova catena di comando&#8221;, &#8220;definire nuove strategie&#8221;, &#8220;raccogliere informazioni&#8221;, &#8220;dispiegare le forze&#8221;, &#8220;imporre sanzioni&#8221;, &#8220;richiedere sacrifici&#8221;, e ancora e ancora. La metafora della guerra evidenziò alcune realtà e ne nascose altre. La metafora non fu solo un modo di vedere la realtà; costituì una licenza per cambiare le regole e per azioni politiche o economiche. La piena accettazione della metafora giustificò certe interferenze: c&#8217;era un nemico esterno, straniero e ostile (che nei fumetti appariva con il copricapo arabo); bisognava dare massima priorità alle energie; la popolazione avrebbe dovuto fare sacrifici; se non contrastavamo la minaccia potevamo non sopravvivere.<br />
Combattere per la sopravvivenza ha ovvie implicazioni. La vittoria è il solo risultato che uno può accettare, almeno ad alta voce. Il compromesso è sempre rifiutato.<br />
[...] la mia intuizione sulle osservazioni di Lakoff, tuttavia, fu il capire la pericolosità di questi parallelismi quando la metafora della guerra viene applicata in contesti dove non è in gioco la sopravvivenza.<br />
Pensate, ad esempio, alla &#8220;guerra alla droga&#8221;. Combattere le dannose dipendenze chimiche è senza dubbio un importante obiettivo sociale. Io ho visto di persona gli effetti distruttivi che causa. Ma la metafora della &#8220;guerra alla droga&#8221; ci impedisce di accorgerci che ci possono essere altri, più importanti obiettivi che la guerra minaccia. Pensate ai termini di carcerazione sorprendentemente lunghi a cui sono sottoposti anche piccoli spacciatori; la Corte Suprema, ad esempio, ha comminato un ergastolo senza possibilità di appello per il possesso di 672 grammi di cocaina. Pensate ai ghetti oppressi dal traffico di droga. Pensate ai governi dell&#8217;america latina che non hanno una magistratura indipendente, o anche un&#8217;esercito perchè i ricavi prodotti dal proibizionismo permettono ai signori della droga di guadagnarne il controllo. E pensate anche che questa guerra non ha avuto alcun effetto nel sospendere le forniture di droga. Uno non si accorge di queste scomode verità nel mezzo della guerra. Per accorgersi ha bisogno di una tregua. Bisognerebbe fare un passo indietro e domandarsi:&#8221;Quanto realmente costa? Il prezzo vale il risultato?&#8221;.<br />
Questo libro è stato ispirato dalla guerra del copyright, intesa non come la &#8220;guerra&#8221; &#8220;dichiarata&#8221; dai &#8220;pirati&#8221; al copyright, ma la &#8220;guerra&#8221; alla &#8220;pirateria&#8221; che &#8220;minaccia&#8221; la &#8220;sopravvivenza&#8221; di alcune importanti industrie americane.<br />
Anche questa guerra ha un importante obiettivo. Il copyright è, almeno dal mio punto di vista, di importanza critica per una società sana. Giustamente bilanciato, è essenziale per ispirare alcune forme di creatività. Senza di esso noi avremo una cultura molto più povera. Con esso, se propriamente applicato, noi creaiamo gli incentivi per la nascita di nuove opere che altrimenti non sarebbero prodotte.<br />
Ma, come tutte le guerre metaforiche, le guerre del copyright non sono conflitti per la sopravvivenza. O almeno non sono conflitti per la sopravvivenza delle persone o delle società, anche se lo sono per la sopravvivenza di certi commerci o, più precisamente, modelli commerciali. Quindi dobbiamo tenere a mente gli altri valori o obiettivi che possono essere influenzati da questa guerra. Dobbiamo essere sicuri che questa guerra non costi più di quanto valga. Dobbiamo essere sicuri che la possiamo vincere, o che la possiamo vincere ad un prezzo ragionevole.<br />
Sono preoccupato per gli effetti che questa guerra ha sui nostri ragazzi. Cosa gli sta facendo questa guerra? Chi li sta facendo diventare? Come sta modificando il loro pensiero circa i comportamenti normali e giusti? Cosa significa per una società il fatto che un&#8217;intera generazione venga criminalizzata?<br />
Questa non è una domanda nuova. E&#8217; una domanda che il precedente capo della Motion Picture Association of America, Jack Valenti, pose ripetutamente quando combatteva quella che lui chiamava una &#8220;guerra terrorista&#8221; contro la &#8220;pirateria&#8221;. E&#8217; una domanda che pose durante una conferenza ad Harvard la prima volta che dibattemmo la questione. Nella sua brillante ed avvincente apertura, Valenti descrisse un&#8217;altra conferenza che lui aveva appena tenuto a Stanford, durante la quale il novanta percento degli studenti confessò di scaricare illegalmente musica da Napster. Egli chiese ad uno studente di difendere questo &#8220;furto&#8221;. La risposta dello studente fu semplice: Sì, questo può essere un furto, ma lo fanno tutti. Come poteva essere sbagliato? Valenti quindi chiese al suo ospite di Stanford: Cosa insegnate a questi ragazzi? &#8220;Che tipo di piattaforma morale sosterrà questi giovani nella loro vita futura?&#8221;<br />
[...] la domanda di Valenti è precisamente quella che mi interessa ora: &#8220;Che tipo di piattaforma morale sosterrà questi giovani nella loro vita futura?&#8221; Per me &#8220;questi giovani&#8221; sono i miei due giovani figli. Per voi possono essere vostra figlia o vostro nipote. Ma per tutti noi, che abbiamo figli o meno, la domanda di Valenti dovrebbe essere quella che ci preoccupa di più. In un mondo in cui la tecnologia ci spinge a creare e diffondere le nostre creazioni in modo differente da come da come furone create e diffuse prima, che tipo di piattaforma morale sosterrà i nostri ragazzi, quando il loro normale comportamento è considerato criminale? Quali altri crimini sembreranno a loro naturali?<br />
Cosa dovremmo fare se sapessimo che questa guerra contro la &#8220;pirateria&#8221; come la concepiamo oggi non può essere vinta? Cosa dovremmo fare se sapessimo che in futuro i nostri figli, e i figli dei nostri figli, useranno una rete informatica per accedere a qualsiasi contenuto ogni volta che lo vorranno? Cosa dovremmo fare se sapessimo che in futuro il controllo perfetto sulla distribuzione delle &#8220;copie&#8221; semplicemente non esisterà?<br />
In quel mondo dovremmo continuare il nostro sacrificio rituale di qualche ragazzo colto a scaricare contenuti? Dovremmo continuare con le espusioni dalle università? Con le minacce di cause multi-milionarie? Dovremmo aumentare la forza con cui combattiamo la guerra contro questi &#8220;terroristi&#8221;? Dovremo sacrificarne dieci o cento in una prigione federale (perchè le loro azioni secondo le leggi correnti sono reato) così che altri imparino a smettere di fare quanto oggi fanno con sempre maggiore frequenza?<br />
A mio modo di vedere, la soluzione per una guerra che non si può vincere non è combatterla con maggior forza. Almeno quando non si combatte per la sopravvivenza, la soluzione è di cercare la pace, e quindi trovare il modo di ottenere gli stessi risultati senza guerra. Criminalizzare un&#8217;intera generazione è un prezzo troppo alto da pagare per qualsiasi fine. Certamente è un prezzo troppo alto per un sistema di copyright creato ormai da più di una generazione.<br />
[...] E&#8217; tempo di smetterla di sprecare le risorse delle corti federali, della polizia e delle nostre università per punire comportamenti che non è necessario punire. E&#8217; tempo di smetterla di sviluppare mezzi che non fanno altro che distruggere la straordinaria connettività ed efficienza della rete. E&#8217; tempo che noi dichiariamo un tregua e cerchiamo una via migliore. E una via migliore significa ridefinire il sistema di leggi che noi chiamiamo copyright in modo che i comportamenti quotidiani e normali non siano chiamati criminali.<br />
[...] Noi abbiamo bisogno, in altre parole, di più umiltà nei regolamenti. Il ventesimo secolo ci ha cambiato in molte ovvie maniere. Ma quello di cui non ci siamo accorti è la presunzione dataci che i regolamenti statali siano plausibilmente corretti. Per quasi tutta la storia degli stati moderni, in discussione non era cosa fosse giusto o sbagliato; in discussione era se fosse possibile immaginare che lo stato ottenesse qualcosa di buono attraverso le leggi. La paura di inevitabile corruzione, almeno in parte, non l&#8217;idealismo libertario guidò i nostri legislatori nel limitare l&#8217;estensione del governo statale. Il riconoscimento dell&#8217;inutilità di certe leggi ha portato i governi a evitare di legiferare in alcuni settori, o deregolamentare dove le leggi non raggiungono lo scopo. Queste sono espressioni storiche di umiltà legislativa, un&#8217;atteggiamento mentale comune per quasi tutta la storia umana.<br />
Noi abbiamo scordato questi limiti di umiltà. Ogni volta che qualcosa va storto, il primo istinto dei nostri governanti è quello di inviare l&#8217;equivalente legale dei marines. Facciamo le leggi per abolire un comportamento, ma raramente analizziamo come questa legge cambierà i comportamenti. E non valutiamo nemmeno se, nonostante la legge, il comportamento rimane invariato, anche se ora viene definito &#8220;criminale&#8221;. Se qualcosa non va bene si fa una legge, senza nemmeno valutare delle alternative per evitare una regolamentazione.<br />
[...] Il punto critico che voglio evidenziare in questo libro è che, quando prendiamo questo tipo di decisioni, un fattore che dobbiamo considerare è se il metodo che abbiamo scelto trasforma i nostri ragazzi in criminali. Non è il solo fattore importante, ma è quello che è sempre stato dimenticato quando il Congresso ha valutato la via migliore per gestire l&#8217;impatto delle tecnologie digitali sulle industrie che utilizzano il tradizionale sistema di copyright.</p></blockquote>
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