Astinenza
L’altro ieri è stato il primo giorno da molto, molto tempo in cui non ho visto il computer neanche da lontano. Che sia un segno?
L’altro ieri è stato il primo giorno da molto, molto tempo in cui non ho visto il computer neanche da lontano. Che sia un segno?
È morta la mia gatta, Pucy. La voglio ricordare qui perchè era una gatta in gamba: è vissuta quasi vent’anni senza mai pesare per cibo od altro e senza mai ammalarsi. Mi hanno riferito che l’altro giorno era distesa sul letto quando improvvisamente ha cominciato a respirare a fatica, si è alzata ha fatto due passi ed è stramazzata. Quando sarà l’ora spero succeda anche a me così.
Ieri sera noi del gruppo teatrale Puzzle abbiamo messo in scena una nuova opera della nostra regista Silvia: “Fantasmi”. Il nostro gruppo è composto da una ventina di attori dilettanti, normali e handicappati, che ieri hanno dato il meglio di se per il piacere e la gioia del generoso pubblico che ci ha accolto calorosamente.
L’opera di Silvia è incentrata sulla paura, e frutto di un lavoro di gruppo durato sei mesi. Alla fine lo sguardo più terrorizzato che ho visto è stato quello di mia madre quando si è accorta che stavamo usando i suoi copriletti per la scenografia.
Quando ero via mi hanno parlato della campagna di incentivi statali per cicli e motocicli partita il ventidue di Aprile, e io pensavo di approfittarne per mandare in pensione la mia bici che mi porta in giro oramai da quasi vent’anni. Purtroppo al mio ritorno la campagna era già bloccata e dopo pochi giorni il comunicato che i fondi sono esauriti, mannaggia!
Finalmente il mio serverino è di nuovo connesso alla rete! Il mio blog ritorna così tra i circuiti che lo ospitavano, completo di tutto. Appena in tempo: domani parto per gli Emirati e sarebbe stato troppo tardi :)
Giovanni con i giusti argomenti mi fa vergognare della mia condizione di martire arrogante. Il perdono non è sempre la soluzione migliore, e molte volte nasconde il disprezzo verso l’altro, il fatto che lo consideri in realtà un mezzo uomo.
Di fronte alla casa dei miei genitori hanno installato un distributore automatico di latte fresco, distribuito da un’azienda agricola della zona. Mi sembra un’ottima cosa; l’unico rammarico è che lo distribuiscano in bottiglie di PET, ma si sa nessuno è perfetto.
AGGIORNAMENTO: mi ero sbagliato, le bottiglie in PET sono facoltative, chiunque può andare con la propria bottiglia e portarsi a casa il latte: bello!
Nei prossimi giorni dovrò affrontare un trasloco, indi per cui ci sono buone possibilità che, per la prima volta in due anni e mezzo, la mia macchinetta rimaga offline per diversi giorni, forse settimane. Dovesse succedere verrete reindirizzati al mio spazio su wordpress.com, dove potrete continuare a leggermi :)
Un giorno verso la fine degli anni sessanta mia madre diede a me, sette o ottenne, diecimila lire per andare sugli autoscontri, evidentemente confidando nella mia giudiziosa parsimonia. A quel tempo con cinquemila lire ci facevi un pieno di benzina, e una corsa in autoscontro poteva costare penso cinquanta lire. In un pomeriggio io e i miei due fratelli riuscimmo a consumare tutto il bigliettone in corse sugli autoscontri (almeno in questo obbedimmo) facendoci la più straordinaria abbuffata di autoscontri della mia vita. Nemmeno gli sberloni di mio padre riuscirono a spegnere il sorriso beato, e la testa mi girò per tutta la notte come se mi trovassi ancora là, in mezzo alla pista, scosso dalle mille incornate di altrettanti ragazzini estasiati.
Questo post mi serve solo per ricordarmi l’indirizzo dell’Osteria Anice Stellato segnalata da Massimo, la prossima volta voglio proprio andarci a fare un giretto :)