Cantiere multietnico

Scritto da jimmi il 9 maggio 2009

Sono di nuovo ad Abu Dhabi, per un lavoro di pochi giorni a causa di un’emergenza più emotiva che reale. Il cliente infatti ha timore che succeda il peggio e a me tocca correre per tranquillizzarlo. Ho scritto l’altra volta delle caratteristiche multietniche di questo paese, ma non ho accennato al fatto che anche il cliente con cui abbiamo a che fare ha dipendenti di razze e lingue diverse che riescono a formare, non senza qualche problema per la verità, una egregia macchina da costruzione.

Sto parlando della Danieli di Buttrio, che dal paesino friulano ha conquistato il mondo con un’organizzazione in cui penso avrei qualche problema ad integrarmi. A detta di molti la dirigenza non si può certo definire progressista o aperta al dialogo, anzi sembra si vantino del loro fascismo dichiarato.

Eppure il montaggio degli impianti in giro per il mondo si regge su una struttura composta da decine di nazionalità diverse che convivono e collaborano nello stesso cantiere. Personalmente ho avuto sempre molti problemi nelle relazioni con questo cliente a causa dell’autoritarismo e della mancanza di dialogo. Mi stupisce come una organizzazione del genere riesca a tenere assieme questa babele, o forse mi intristisce.