Computer Science Unplugged

Scritto da jimmi il 18 ottobre 2008

Cosa pensereste se per insegnare la meccanica a scuola mettessero gli alunni su un’automobile e chiedessero loro di cambiare le marce o leggere il contachilometri? Più o meno è quello che pretendono di fare i promotori dell’ECDL, la famosa patente europea del computer, quando, per verificare le conoscenze di informatica, chiedono allo studente di “Selezionare e spostare le icone sul desktop. Riconoscere le icone fondamentali come: hard disk, cartelle/directory e file, cestino dei rifiuti. Creare o rimuovere collegamenti sul desktop.” Tutto ciò, oltre ad essere inutile, risulta anche terribilmente noioso e veicola un’immagine distorta dell’informatica. La soluzione? Staccare la spina.

Molte volte le idee più semplici sono anche le più difficili da accettare. Insegnare l’informatica senza computer si può, anzi si deve, come insegnano Tim Bell, Mike Fellows e Ian Witten, che coordinano il progetto Computer Science Unplugged, una collezione di attività progettate per insegnare i concetti fondamentali dell’informatica senza utilizzare alcun computer. Secondo Tim:

Il problema è che oggi giorno gli studenti conoscono l’informatica studiando MS Office, facendo pagine web o alle volte piccoli programmi. Per questo essi si fanno un’idea sbagliata su cosa comporta la carriera dell’informatico… e questo spiega in larga parte perchè il numero di studenti in informatica sia in calo, nonostante l’enorme aumento della domanda di impiegati.

Le attività incluse nel metodo sono predisposte per insegnare a bambini al di sotto dei dieci anni concetti come la compressione del testo, il riconoscimento degli errori, gli algoritmi di ricerca e di ordinamento e molto altro con una serie di giochi che rendono la materia interessante e comprensibile.

Tutti i materiali sono distribuiti con licenza Creative Commons, quindi liberamente scaricabili, utilizzabili e distribuibili. Oggi, grazie al Prof. Giovanni Michele Bianco dell’Università di Verona e del Prof. Renzo Davoli dell’Università di Bologna esiste anche una traduzione italiana, usatela!