Cronache dalla “Phase 9&10″
Scritto da jimmi il 31 agosto 2008Come forse avrete capito dai post precedenti mi trovo in una zona altamente industrializzata dell’Iran, in cui diverse decine di migliaia di persone di tutte le nazionalità sono impegnate nella costruzione di una serie di raffinerie di gas naturale. La cronaca quotidiana può apparire un poco strana, ma dopo un po’ ci si fa quasi l’abitudine, specialmente se si conosce un poco la mentalità delle controparti, nel mio caso coreani e iraniani.
Potendo sceglierei volentieri i secondi, forse perchè, come dicono sempre loro, sono ariani come noi. I coreani forse hanno una mentalità troppo diversa, certe volte mi sembra proprio di non capirli. A dire la verità fino ad ora abbiamo trovato da ridire con una sola persona, iraniana. Il collega che mi aiuta lo aveva ripreso perchè voleva fare di testa sua e questo ha cercato di aggredirlo urlando che non possiamo comandare a casa loro. Spero che a quest’ora l’abbiano già diretto altrove.
Abbiamo impiegato tre giorni per avere sette o-ring che erano disponibili nella raffineria vicina. Dopo due giorni passati a girare come trottole tra uffici diversi, finalmente troviamo una persona che sembra sapere di cosa parliamo. Dopo averlo convinto praticamente a forza a rinunciare allo shopping del giovedì con la moglie siamo andati al magazzino per scoprire che il magazziniere se ne era appena andato. Il giorno dopo siamo tornati sul luogo, il magazziniere ci ha fatti entrare, ci ha fatto vedere gli o-rings e li ha rimessi via: mancava ancora la richiesta ufficiale. Finalmente all’alba del terzo giorno avevamo la richiesta firmata, ma dato che non c’erano tutte le cose a posto siamo dovuti uscire come dei ladri nascondendo la refurtiva sotto la giacca :(
Oltre a tutto dovete pensare che girare a questo modo con questo clima tropicale è una mazzata. L’umidità è pazzesca, se non bastassero i 54°C di massima a stroncare le gambe. Da quando sono arrivato abbiamo fatto turni di 14 ore al giorno per spingere verso la conclusione. Fortunatamente la cosa ha dato buoni risultati, ma il mio quoziente intellettivo è ridotto ai minimi termini a causa della fatica.
Oltre agli indigeni mi trovo in compagnia di coreani, indiani, pachistani, filppini e persino brasiliani, ma le nazionalità presenti qui sono molte di più. Questa babilonia si trova stanziata su una amena costa dove quindici anni fa passava si e no una macchina al giorno, mentre oggi nelle ore di punta sembra di essere in tangenziale a Milano. Oltre alle tre raffinerie già in funzione, che occupano circa cinque chilometri di costa, ce ne sono altre tre in costruzione, ognuna con circa quidicimila persone occupate. Durante i cambi turno i giganteschi svincoli costruiti diventano caroselli per automezzi con l’età media di mio nonno, mentre nelle restanti ore del giorno appaiono desolatamente vuoti.
Una fragorosa assenza è costituita dall’universo femminile, qui praticamente assente. Qualche donna si trova negli uffici degli impianti in funzione, ma non mi è capitato di incontrarne alcuna sui cantieri. Sembra proprio di trovarsi nel paradiso (o nell’inferno) del mondo produttivo maschile. Per intenderci quello che sta portando oggi il mondo al collasso: sprechi colossali assieme a colossali ingiustizie e paranoie assurde tipo la fissa di voler ad ogni costo raggiungere l’obiettivo.
Vi terrò aggiornati…



1 settembre 2008, 22:37
ma sai che stai facendo una delle cose più importanti al mondo? quello che fa girare il mondo, le risorse energetiche.
Complimenti e tienici sempre informati! racconta anche la vita comune eh..:)
1 settembre 2008, 22:39
ps mi sa che l’organizzazione persiana è come quella che io chiamo “le indianate”:)
20 aprile 2009, 15:50
Ciao jimmy, anch’io sono stato ad Assaluyeh per il progetto South Pars 9&10, tra marzo e novembre ho fatto 5 volte avanti-indietro(04/03-02/04, 14/05-18/06, 15/07-31/08, 01/10-18/10, 05/11-20/11), per un totale di 5 mesi circa. Per che ditta lavori? in che area operavi nel cantiere?
Io ho lavorato per Macchi, fornitore delle 6 caldaie che ci sono nell’area A.
Devo dire che mi trovo d’accordissimo con tutto quello che dici, i coreani sono qualcosa di indescrivibile, purtroppo ad un certo punto le attività di commissioning sono state prese in mano da loro e da lì abbiamo iniziato veramente ad impazzire, è gente con cui comunque ci puoi ragionare poco.
Tra l’altro qualche giorno fa ho ricevuto una mail dal procurement manager per tornare agli inizi di maggio per il commissioning del boiler F, l’ultimo mancante; 2 settimane di lavoro, per quanto mi riguarda anche meno visto che gestendo il software una volta che le caldaie s’accendono da sole posso tornarmene indietro.
Il mese e mezzo tra luglio e agosto è stato davvero terribile, pressioni continue, caldo insopportabile, vita comunque non facilissima…
ogni volta che salivo su una macchina non vedevo l’ora di arrivare a destinazione, mi potrai confermare che non hanno nessuna concezione nel guidare, ho visto tanti ma tanti incidenti stradali, alcuni anche con brutte conseguenze.
Ora qui dall’Italia stiamo progettando le prossime 6 caldaie per le fasi 15&16(ne abbiamo altre 6 nelle fasi 4&5)…spero solo che non tocchi nuovamente a me tornare in quel posto!!
Mi farebbe piacere sentire tuoi pareri, mi fa strano scrivere a qualcuno che ha vissuto più o meno la mia stessa avventura!
20 aprile 2009, 15:54
ah comunque una donna in sala controllo(ITR10) io l’ho vista!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
devo ritenermi fortunato? :)
23 aprile 2009, 15:49
@silvio: Ehi! Ero anch’io ad Assaluyeh ad Agosto per l’impianto ossigeno: non e’ che ci siamo incontrati?
27 aprile 2009, 11:22
mah potrebbe anche essere! Anzi secondo me è molto probabile! Io lavoravo per la GS, quando stavo in cantiere ero per la maggior parte del tempo nell’ITR10, e alloggiavo nel campo 2! tu dove stavi?