2007
È arrivata la fonera.
Oggi mi è arrivato il social router di FON. L’ho avuto senza pagare un euro grazie alla promozione "fonero gets fonero", e lo sto usando ora per scrivere questo articolo. Grazie Alessandro, e grazie FON!
Oggi mi è arrivato il social router di FON. L’ho avuto senza pagare un euro grazie alla promozione "fonero gets fonero", e lo sto usando ora per scrivere questo articolo. Grazie Alessandro, e grazie FON!
Sui giornali di oggi una notizia eccezionale. Ieri sera si è svolta la fiaccolata organizzata dalla sindaca Letizia con la partecipazione di Berlusconi, parola d’ordine: "La sicurezza è un diritto". Oggi a causa della cera sparsa dalle fiaccole sul manto stradale scivolano una decina di moto. Dio esiste, e si diverte un sacco!
Libro pesante questo, in tutti i sensi. Pesante per le sue settecentocinquanta pagine, pesante per gli argomenti trattati, la storia delle lotte, dei movimenti e delle organizzazioni della sinistra extraparlamentare bergamasca, durante i tre decenni che videro la loro nascita e la fine ingloriosa. Pesante perchè mi riporta ad un periodo per me magico, in cui sembrava che i sogni potessero avverarsi da un momento all’altro. Questo libro racconta, giorno per giorno, la cronaca di quegli anni meravigliosi e tragici, con una precisione quasi maniacale.
Sono rimasto veramente di sale leggendo questo post, e ancora più perplesso sono rimasto leggendo la serie di e-mail che coraggiosamente il Direttore di Repubblica ha pubblicato nell’edizione on-line. A chi chiede se sia valsa la pena di spendere soldi di noi contribuenti per l’operazione Mastrogiacomo, se sia valsa la pena di liberare dei capi militari che metteranno a repentaglio la vita dei nostri militari, se sia valsa la pena di pagare un (presumibile) riscatto io rispondo : "Si ne è valsa la pena!"
I suoi effetti sono molto meno dannosi del tabacco, dei soft-drink che servono tutti i giorni ai nostri figli nei bar ed anche dei panini del McDonald. Hanno effetti psicotropi e di dipendenza nemmeno lontanamente paragonabili ad alcol, eroina, cocaina ed altri stupefacenti. Tuttavia ieri sera un "medico" (!?!?) a "TG2 dieci minuti" si è permesso di dire che marijuana ed eroina hanno gli stessi effetti e gli stessi rischi di dipendenza, con l’unica differenza che le probabilità (sic!) di contrarre una dipendenza sono maggiori per l’eroina che per la marijuana!
Da più parti è stata espressa perplessità per il provvedimento del ministro Gentiloni riguardo l’uso dei cellulari nelle scuole. Io condivido il punto di vista espresso su Repubblica da Michele Serra, il quale vede in questi fatti un drammatico peggioramento dell’educazione dei singoli. In effetti la mia convinzione è che il numero di leggi esistenti sia inversamente proporzionale al livello di civiltà della società che le promulga.
Non so ancora esattamente cosa pensare di questo; la miscela di google maps e chiacchiera globale appare comunque tremenda, e a me ha sinceramente tolto il fiato. Che sia questo il futuro?
In occasione della recente crisi di governo è tornato alla ribalta un personaggio che rappresenta, nel bene e nel male, un pezzo rilevante della storia italiana: il senatore Giulio Andreotti. Ed allora può essere utile per gli smemorati "Il Processo: Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo" scritto da Pino Arlacchi, sociolgo e profondo conoscitore dei problemi di mafia. L’opera, edita nel 1995 da Rizzoli quando ancora il processo non si era concluso, ripercorre i fatti che hanno legato il Divo Giulio, al di là di ogni giudizio che si possa dare, ad alcuni tra gli episodi più tragici e oscuri della nostra storia recente: il caso Sindona, la P2, il delitto Pecorelli, il sequestro Moro, il caso Lima ed il caso Carnevale.
Mi sono finalmente arrivati i due DVD di ripristino promessi, li hanno spediti dalla Romania! Dopo aver fatto il mirror della partizione ArchLinux con rsync ho inserito il primo disco e… ho dovuto attendere tre (!) ore prima che il disco fosse ripartizionato ed i file necessari copiati su esso. A questo punto mi ero preparato a riconfigurare il tutto, ma non sapevo ancora cosa mi aspettava.
Sono tornato in Repubblica Ceca dopo alcuni anni. Fui responsabile di progetto per l’installazione di un impianto per il nostro grande capo, ed il progetto andò incredibilmente bene. Alla fine dovetti ammettere che è meglio lavorare là che in Italia: gente seria, capace e preparata. Nei rapporti personali li trovai un pò freddini: se non avessi saputo che erano cechi li avrei presi per tedeschi.